Cremona Sotterranea , Il vecchio ospedale

L’Ospedale vecchio di Cremona
Da piazza Giovanni XXIII si entra nella chiesa di San Francesco (imponente chiesa che aveva la navata più lunga della Cattedrale con i suoi 82 metri) e sede dell'annesso convento dei frati Minori. .
La chiesa fu eretta a partire dal 1288 e affidata ai frati Minori Conventuali, poi nel 1777 fu trasformata in ospedale quando l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria stabilì che tutti gli ospedali della città dovessero essere riuniti in un unico complesso integrato all’Ospedale di S. Maria della Pietà; come ospedale rimase attivo fino al 1971.
nel 1925 si demolirono anche le navate laterali dell’edificio della chiesa di San Francesco per allargare il nosocomio
Attualmente è abbandonata salvo una porzione occupata dalla stamperia del Comune e dalla cooperativa Antares; entrando sembra di fare un tuffo indietro di mezzo secolo, l’enorme atrio del San fratesco faceva da portineria dell’Ospedale Maggiore: le due garitte in legno della portineria sono ancora al loro posto.
Al piano superiore l’infilata di una serie di uffici lunga quanto la navata.
Poi all’ultimo piano la sorpresa. La parte superiore della Chiesa perfettamente conservata con le nervature gotiche e qualche traccia di affresco sulle pareti o sui cordoli delle volte.

I locali sotterranei
Attraverso una scalinata (rivolta verso piazza San Giovanni XXIII) nel cortile interno della struttura, si accede immediatamente al cantinato sotterraneo
Voltando a sinistra (quindi volgendosi verso via Foppone), dopo un breve corridoio di pochi metri, si entra sul fondo del lungo corpo longitudinale dell’antica chiesa ripartito in tre navate,
Giungiamo nello spazio sottostante il pavimento dell’atrio d’ingresso all’Ospedale, alla base del quale è ancora possibile percorrere un tratto del corridoio trasversale che corre proprio sotto la strada nel punto dove si trova l’arcata d’accesso da via Foppone alla piazza
al locale del vecchio montacarichi dell’Ospedale (all’incirca nei pressi dell’attuale edicola). Fu in questa piccola stanza che il pomeriggio di Ferragosto del 1979 si consumò un terribile fatto di cronaca nera, ancora vivo nella memoria di molti cremonesi: l’omicidio del piccolo Luca Antoniazzi. Il bimbo di soli otto anni, soffocato e gettato dall’assassino nella piccola stanza, venne ritrovato pochi giorni dopo dai cani-poliziotto.

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