Carlo Tonetti

Cremona 1938. La passione per la fotografia risale al 1959 e, per tale motivo, si avvicina al Gruppo Fotografico Cremonese dell'ADAFA, divenendo¬ne socio. Inizia a partecipare a concorsi nazio¬nali ed internazionali e alle mostre ad essi col-legate; nel 1963 riceve l'onorificenza di AFIAP dalla Federazione internaziona¬le di Berna.
Da ricordare le sue partecipazioni alle seguenti manifestazioni: 1961: Mostra internazionale di Alba, Alba (CN); 1962: I Mostra internazionale fotografica città di Asola, Asola (MN); XIV Mostra fotografica nazionale FIAF, Torino; XIII Festival internazionale del fotocolore, Torino; 1964: I Gran pre¬mio Alicante (Spagna); 1966: II Concorso nazionale fotografico di S. Elpidio a Mare (AP); 1967: IV Salon d'art photographique, Agen (Francia); Photoeurop '67, Vili Exposition européenne de photographie, Lausanne (Svizzera), poi mostra itinerante che ha toccato le seguenti località: Val de Bièvre, Paris, Germinai e Bruxelles; 1981: II Concorso nazionale di fotografia in bianco e nero "La torre d'oro", indetto dal Comune di Crispiano (TA). Ha conseguito numerosi riconoscimenti:
1984: Concorso nazionale di Sesto Cremonese (CR), I premio; 1985: I Concorso regionale "Tromello", Tromello (PV), I premio per il miglior paesag¬gio; 1988: III Concorso nazionale di Fabriano (AN), I premio ex aequo per il miglior paesaggio.
Partecipa alle collettive organizzate dal GFC ed allestisce anche mostre perso¬nali presso l'ADAFA: nel 1980, unitamente a F. Arcari, espone opere a colori, stampate personalmente; nel 1991, con due temi: "Sette giorni in Portogallo" e "Immagini all'ombra del Torrazzo"; nel 1996, "Aspetti consueti di Cremona". Ultimamente ha abbandonato la partecipazione ai concorsi, ma non la foto¬grafia; è sempre presente alle mostre sociali del GFC e prosegue una curiosa ed interessante attività di ricerca: dalle stampe ottenute secondo antichi pro¬cedimenti e ricette a non usuali viraggi; dalle prove con pellicole colorprint, sviluppate come se fossero pellicole per diapositive, a quelle 'rialogenate1; oppure utilizzando pellicole montate sul rocchetto al contrario, cosicché la luce che entra attraverso l'otturatore non colpisce la zona sensibile, ma il retro del supporto, producendo immagini che affascinano per i sorprendenti e sur-reali colori.

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